venerdì 28 settembre 2012

Disturbi alimentari: realtà esistente?





Su cinque ragazze di mia conoscenza, tre hanno avuto problemi alimentari nel corso della loro vita. Due di queste in modo grave, quasi irrecuperabile, una di queste, fortunatamente, si è riuscita a tirare indietro in tempo. 
 Ho seguito la storia di ognuna di loro e mi sono chiesta: perchè non  piacersi fino a questo punto? Perchè arrivare a tanto? Perchè  infilarsi due dita in gola per sentirsi meglio, per sentirsi più leggeri? 
Non posso fare a meno di pensare alla nostra società. A cose già dette e ridette: il mondo della moda, le pubblicità che costantemente scorrono in tivù, la bellezza svalutata, persa, violentata nel corso degli anni. E se una volta la taglia di una ragazza medio-magra poteva essere una quarantadue, ora è una trentotto o una trentaquattro. Se una volta ai ragazzi piacevano le donne con tanto seno e quella dolce curva lungo i fianchi, ora il modello a cui fanno riferimento in quanto bellezza è una donna magra, slanciata, con poco seno. Ma ci può essere di più? Qualcos'altro può spingere una persona a sentirsi impotente sopra ad una bilancia? 
 Si tratta di un problema che riguarda solamente persone superficiali, all'interno del mondo della moda, o di un disturbo che comprende tutti i generi di persone?
 Può il cibo arrivare ad essere un pericolo?

 Vi volevo chiedere un parere o la storia della vostra esperienza riguardo a tutte queste domande che per ora trovo confuse e prive di una risposta.