Su cinque ragazze di mia conoscenza, tre
hanno avuto problemi alimentari nel corso della loro vita. Due di queste in
modo grave, quasi irrecuperabile, una di queste, fortunatamente, si è riuscita
a tirare indietro in tempo.
Ho seguito la storia di ognuna di loro
e mi sono chiesta: perchè non piacersi fino a questo punto? Perchè
arrivare a tanto? Perchè infilarsi due dita in gola per sentirsi meglio,
per sentirsi più leggeri?
Non posso fare a meno di pensare alla nostra
società. A cose già dette e ridette: il mondo della moda, le pubblicità che
costantemente scorrono in tivù, la bellezza svalutata, persa, violentata nel
corso degli anni. E se una volta la taglia di una ragazza medio-magra poteva
essere una quarantadue, ora è una trentotto o una trentaquattro. Se una volta
ai ragazzi piacevano le donne con tanto seno e quella dolce curva lungo i
fianchi, ora il modello a cui fanno riferimento in quanto bellezza è una donna
magra, slanciata, con poco seno. Ma ci può essere di più? Qualcos'altro può
spingere una persona a sentirsi impotente sopra ad una bilancia?
Si tratta di un problema che riguarda
solamente persone superficiali, all'interno del mondo della moda, o di un
disturbo che comprende tutti i generi di persone?
Può il cibo arrivare ad essere un
pericolo?
Vi volevo chiedere un parere o la storia della vostra esperienza riguardo a tutte queste domande che per ora trovo confuse e prive di una risposta.
